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Voucher addio, arrivano i mini Jobs


Morto un papa, se ne fa subito un altro: finita l’era dei voucher, ad opera di un recente decreto che li ha aboliti [1], sta per iniziare una nuova era, quella dei mini jobs. Il Governo, in base a quanto reso noto, per colmare il vuoto creatosi dall’abolizione dei voucher sta infatti studiando un nuovo modello lavorativo, per rispondere alle esigenze di regolarizzare i lavori accessori, i mini jobs appunto.

Mini jobs, come funzioneranno

Ma come funzioneranno i mini jobs?

Innanzitutto questi lavori saranno di due tipologie:

  • una dedicata alle impese, molto simile al nostro lavoro a chiamata, che prevedrà un massimo di 400 giornate lavorative in 3 anni;

  • l’altra dedicata alle famiglie, con una piattaforma online gestita dall’Inps in cui sarà possibile incrociare domanda e offerta di lavoro e pagare online le prestazioni.

Mini jobs per le imprese

Mentre in merito alle regole sui mini jobs per le famiglie si sa ancora poco, se non che incrocio tra domanda e offerta e pagamento saranno effettuati online, in merito alle regole sui mini jobs per le imprese si sa che saranno molto simili a quelle del contratto a chiamata, o intermittente.

Come per il lavoro a chiamata, infatti, il lavoratore verrà pagato solo al momento dell’effettiva prestazione e potrà essere occupato per un massimo di 400 giornate in 3 anni.

Non sarà dovuta alcuna indennità per le giornate non lavorate, ma in compenso il lavoratore non dovrà essere a disposizione del committente durante i periodi d’inattività.

Rispetto ai contratti a chiamata, inoltre, i mini Jobs potranno riguardare tutti i lavoratori e non solo coloro che non hanno ancora compiuto 24 anni o ne hanno più di 55.

Infine, la paga oraria del lavoratore prevedrà il pagamento dei contributi previdenziali nella stessa misura dovuta dai dipendenti, ma non prevedrà le maggiorazioni dovute ai ratei di tredicesima, quattordicesima e tfr.

In pratica, i mini jobs saranno una via di mezzo tra i vecchi voucher e il lavoro intermittente, che prevede maggiori tutele in capo ai lavoratori, rispetto ai vecchi buoni, ma meno costi per le imprese, rispetto al lavoro a chiamata.

[1] DL 25/2017.

Fonte: La legge per tutti

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